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Intervista a Varg Vikernes
"Rock Tribune" rivista (aprile 2012)
Maarten Van Leest e Morbid Geert

Rock Tribune copertina rivista (2012)

In passato hai affermato di volere che la tua musica sia "magica". A mio parere, "Umskiptar" rappresenta il tentativo meglio riuscito in questo senso, poiché trasporta veramente l'ascoltatore in uno stato di trance. Sei d'accordo, oppure pensi che "Umskiptar" rappresenti semplicemente un differente approccio (che ha un maggiore effetto su di me)?

Beh, la musica e il modo in cui la processiamo o percepiamo è molto personale, dunque credo che l'album rappresenti - come è stato per ogni album di Burzum fin dall'inizio - un nuovo approccio e che questo particolare album abbia un maggiore effetto su di te. Credo altresì che "Umskiptar" sia più accessibile, per così dire, rispetto agli altri album, poiché è più lento e risente di una forte influenza che deriva dalla musica classica e tradizionale europea.

È anche uno dei pezzi di musica meno "malefici" che io abbia mai ascoltato provenire da Burzum. Vi è una specifica ragione dietro questo?

Nel caso non lo sapessi, mi sono rivoltato contro questa ridicola immagine "malefica" del black metal già nel 1992, quando composi l'album "Filosofem" (che registrai nel marzo del 1993) con l'intento di creare un album anti-black metal. Se qualunque album di Burzum ti suona "malefico" credo che dovresti dare una controllata alle tue orecchie - o magari alla tua mente. Magari puoi dire "disperato", o "malinconico".

Forse Burzum ti suona meno "malefico" perché negli ultimi anni sono riuscito a combattere la propaganda menzognera che tu e altri avete nutrito a partire dal 1993 attraverso i mass media e i suoi efficienti e spesso inconsapevoli aiutanti all'interno della scena metal, così adesso che la verità che fornisco riesce a dissolvere le menzogne così come la luce dissolve la tenebra, finalmente ti rendi conto che Burzum non suona "malefico" in alcun modo, dopotutto?

Che cosa c'era nel poema della "Völuspá" di così speciale da desiderare di dedicare ad esso un intero disco?

Prima di tutto volevo creare un album che fosse dedicato alla diffusione e alla cultura della nostra cultura europea (cioè pagana), e il "Völuspá" costituisce una parte molto importante di questa cultura. Anche il linguaggio - l'antico norvegese in cui è scritto - è molto poetico, bello e potente, e i contenuti del poema sono molto interessanti e sono stati interpretati in molti modi differenti da molte persone differenti.

Hai affermato di aver sempre cercato di cambiare, ma di aver fallito la maggior parte delle volte. Vedi "Umskiptar" come una delle volte in cui hai avuto successo nel cambiamento?

Sì, credo che si possa dire così. Posso aggiungere di credere che ogni album di Burzum sia diverso dagli altri, e che anch'io, dopotutto, passo attraverso una lenta metamorfosi, sotto molti aspetti. Fallisco nel cambiare solo in una certa misura, e anche se fallisco la maggior parte delle volte non necessariamente ciò accade in tutti i contesti - e non ho idea a quale contesto tu possa riferirti in questo particolare ambito.

Mi sembra che attraverso Burzum tu crei qualcosa di fluido, armonioso e forse anche benevolente, mentre i punti di vista che condividi con il mondo (ad esempio tramite il tuo sito web) siano più freddi, abrasivi e talvolta, forse, anche violenti. Sei d'accordo, e se sì, perché pensi che ciò accada?

Non vi è contraddizione in tutto ciò, in ciò che dico, faccio o sono. Da un lato parlo di questo rivoltante pozzo nero che chiamiamo Europa (e il resto del mondo chiaramente non è migliore), dall'altro provo a fare qualcosa per migliorare l'Europa (o, piuttosto, per restaurarla) rendendola più armoniosa.

Leggendo i tuoi articoli, molto negli inizi di Burzum ha a che fare con la volontà di fuga (gli RPG, i combattimenti nella foresta, guidare l'auto ascoltando musica). Ora che sei invecchiato di qualche anno, hai passato del tempo in prigione e hai moglie e figli, immagino che i tuoi sentimenti nei confronti della vita quotidiana in generale e della tua in particolare siano cambiati. Hai sempre bisogno, o desideri, che Burzum rappresenti un'alternativa alla vita quotidiana?

Perdonami se sembra che qui io vada fuori tema, ma praticamente qualunque cosa si faccia ha a che fare con la volontà di fuga. Che si guardino soap-opera di Hollywood e film in tv, si giochi a videogiochi, si ascolti musica, ci si costruisca una carriera, si giochi a carte, si lavori a maglia la sera, si vada a vedere la partita, a ballare, in chiesa, a lavoro o qualunque altra cosa. Quasi tutto ciò che facciamo ha a che vedere con le realtà della vita. Alcuni la chiamano vertigine, e ne abbiamo paura non perché temiamo di cadere, ma perché temiamo che potremmo in effetti saltare.

Io continuo a volere che Burzum rappresenti una distrazione dalla disperazione di cui tutti soffriamo poiché siamo capaci di comprendere la vita e il mondo in cui viviamo, ma non possiamo mai veramente penetrarne il senso.

Senti il bisogno di piaceri più semplici, a parte scrivere libri "seri" e "pesanti" e fare musica?

Sì.

Ti ritieni un uomo felice e soddisfatto?

Sì.

Tu sostieni l'ambientalismo e hai scritto riguardo lo "stupro di Madre Terra", e hai ragione nel vedere nella sovrapopolazione la radice di tutto ciò. Allo stesso tempo hai molti figli, e credo che sarai d'accordo che il desiderio di proteggerli è più forte di qualunque timore correlato all'ambiente. Come trovi un'equilibrio tra queste idee?

Beh, l'ambientalismo riguarda anche l'assicurarsi che le specie e le razze minacciate non si estinguano, e attualmente la razza europea fa fronte a questa minaccia. Anche in Europa gli individui biondi e con gli occhi azzurri, che anticamente rappresentavano il 100% della popolazione, si stanno facendo sempre più rari - e la metà dei biondi che incontri sono falsi biondi. Io contribuisco alla sopravvivenza della mia razza producendo bambini europei, più sono e meglio è, e questo contributo è di gran lunga più importante di qualunque cosa io possa fare in un mondo in cui agli ebrei è permesso di diffondere il loro odioso vangelo dell'"antirazzismo", e in cui i loro media diffondono e promuovono la bastardizzazione (e così la distruzione) della razza europea.

Non esiste alcuna sovrapopolazione di esseri umani con gli occhi azzurri, biondi, dalla pelle chiara, intelligenti, buoni, onesti e coraggiosi. Abbiamo solo troppi negri, troppi asiatici (ebrei compresi) e troppi non-europei. Sia in Europa che altrove.

Hai anche lanciato l'allarme contro l'ascesa del "terzo mondo" ai nostri standard di vita (e delle sue conseguenze sull'ambiente). Ma non è forse vero che "noi" (l'Europa) siamo divenuti ricchi e potenti (raggiungendo il nostro standard di vita attuale) attraverso l'inquinamento degli ultimi cinquant'anni? È dunque giusto negare loro la stessa opportunità?

Scusami, ma no, non è vero che "noi" siamo divenuti ricchi e potenti inquinando negli ultimi cinquant'anni. Con tutto il dovuto rispetto, non ha senso.

Noi siamo nuovamente divenuti ricchi e potenti (come lo eravamo nell'antichità) a partire dall'anno 1350 poiché da allora in poi abbiamo sempre più liberato le nostre menti dalla piaga ebraica conosciuta come "cristianesimo" e abbiamo rimpiazzato questo rigurgito asiatico con idee ed ideali classici europei (cioè pagani). Di qui il termine "Rinascimento", che significa "rinascita" (delle idee e degli ideali classici pagani). Siamo ritornati alle nostre radici europee e siamo divenuti di nuovo più europei, per così dire, di conseguenza siamo divenuti più potenti.

Noi non "neghiamo" loro la stessa "opportunità" che abbiamo avuto noi. Loro non hanno alcuna possibilità di fare ciò che noi abbiamo fatto. Quali idee ed ideali dovrebbero far rivivere, ad esempio i negri, per ritornare "grandi"? Loro non lo sono mai stati! Il "Rinascimento" in Africa sarebbe un ritorno al cannibalismo e allo stato selvaggio! (Beh, perché no? Almeno avrebbero cibo a sufficienza per se stessi...). (E posso aggiungere che le recenti ricerche sul DNA provano che la classe dirigente dell'antico Egitto era composta da individui di etnia europea!)

Loro sono diversi da noi e vivono in paesi con differenti opportunità e limitazioni. Solamente gli europei poterono fare ciò che l'Europa fece, proprio perché erano europei!

L'unica opportunità che loro avranno, se faranno gli stessi errori che noi abbiamo fatto quando abbiamo industrializzato i nostri paesi (non negli ultimi cinquant'anni, ma negli ultimi duecentocinquanta), sarà quella di rovinare i loro paesi (e il resto del mondo) ancòra di più, e noi non dovremmo aiutarli a farlo - inoltre, questo fornirebbe loro un'ulteriore cattiva scusa per fuggire dalla loro ancor più spezzata patria per stabilirsi nella nostra affollata Europa. Affollata a causa dell'immigrazione di massa, direi. Affollata da "esseri umani" abituati a mangiarsi l'un l'altro fino a cinquant'anni fa (vedi ad esempio il Congo Belga).

L'industrializzazione dell'Europa è stata un disastro per noi. La nostra ricchezza ha attratto tutti i più distruttivi e pericolosi parassiti del pianeta, e ora loro distruggono l'Europa dall'interno, in tutti i modi possibili. Io avrei veramente voluto che l'Africa e l'Asia fossero state ricche da far schifo, così tutti i parassiti ci avrebbero lasciati in pace e sarebbero andati là.

Se vuoi imparare qualcosa di vero riguardo i cambiamenti climatici, che sono chiaramente qualcosa di ben diverso dall'ambientalismo, puoi guardare questo film su YouTube.

[Comunque, come nota personale, poiché io lavoro in quanto servo civile al cambiamento del clima (dunque quanto dico qui non è veramente parte dell'intervista): i cambiamenti climatici non sono conseguenza di un fenomeno naturale, bensì vengono attivamente causati da azioni umane. Tu hai scritto su come i "ricchi" possano mentire al pubblico comune: il fatto che non esista ancòra una discusisone scientifica su questo ne è la prova.]

Sia su internet che nella cerchia dei miei amici si discute se si debba ascoltare o apprezzare la tua musica, o addirittura intervistarti, poiché non condividono le tue idee e/o le tue azioni. Fino a che punto pensi che la (tua) musica dovrebbe essere apprezzata a prescindere dalla (tua) persona?

Io penso che questa decisione tocchi a ogni singola persona. Possono pensare con le loro teste.

Come ti sentiresti se venissi a sapere che un cristiano devoto, oppure un musulmano, o magari uno squatter di estrema sinistra sono entusiasti di "Umskiptar" (o di qualche altro tuo album)?

Non me ne potrebbe fregare di meno.

E all'opposto: riesci ad apprezzare arte (musica o altro) prodotta da persone le cui idee politiche, filosofiche o religiose sono di gran lunga differenti dalle tue?

Beh, mi piacciono i The Cure e i Dead Can Dance, e sono abbastanza sicuro che siano parecchio lontani da me sotto questi aspetti. Non che lo sappia, tiro solo a indovinare...

Qual è la tua opinione, se ne hai una, riguardo le azioni di Anders Behring Breivik?

È il sintomo di una società malata, come tutti coloro che si rivoltano facendo uso della violenza.

Tu ti ribelli contro l'influenza che il giudeo-cristianesimo ha sull'Europa, ma io penso che un problema ben più grande sia la crescente massa indefinita che non pensa ad altro che a consumare e ad apprezzare le forme d'intrattenimento più semplici e volgari. In altre parole, ho più rispetto di una persona che cerchi di migliorarsi attraverso la lettura della Bibbia o del Corano [...] che di qualche fesso stereotipato che guarda la partita, le "commedie romantiche", si stravacca al sole durante le vacanze, eccetera. Non potrebbe essere che mentre bianco e nero sono impegnati a combattersi, il grigio che sta in mezzo li avvolge entrambi?

Scusami, ma sei molto ignorante se pensi che io mi rivolti solamente contro il giudeo-cristianesimo. Il mondo non è bianco o nero, e non c'è nessuna massa grigia nel mezzo. Ogni cosa è fatta delle sfumature di tutti i colori che puoi immaginare. Nessuno cerca di migliorarsi solamente attraverso la lettura della Bibbia o del Corano. A nessuno piace guardare solamente le partite di calcio o le "commedie romantiche". Gli esseri umani non sono come vengono dipinti dai film di Hollywood. Non siamo creature unidimensionali. Tutti abbiamo qualità e difetti e tutti siamo sia utili (per qualcosa) che inutili (per qualcos'altro).

La massa "grigia" non è una mia preoccupazione. La mia preoccupazione è la piccola élite di banchieri che controlla praticamente ogni cosa, e vanno tutti alla stessa sinagoga e leggono tutti lo stesso Antico Testamento. Il cristianesimo e l'Islam sono solo strumenti di queste creature malvagie.

Dovresti guardarti qualche video di David Duke (un cristiano!). Potresti iniziare con "Stop the Genocide of European Mankind".

Che cosa preferiresti, un mondo in cui tutte le religioni e la spiritualità fossero banditi, oppure uno in cui il paganesimo fosse una delle quattro grandi religioni internazionali?

Non mi interessa il mondo. Mi interessa solo l'Europa, e il paganesimo che io abbraccio è un insieme di ideali e di valori, una cultura e una tradizione, non una religione. Il resto del mondo può fare quel che gli va.

Recentemente hai scritto e pubblicato un libro intitolato "Sorcery And Religion In Ancient Scandinavia" (Stregoneria e religione nell'antica Scandinavia). Durante i tuoi anni di prigionia, hai avuto molto tempo a disposizione per studiare la materia. So che avevi già in precedenza più che una simpatia per il paganesimo norreno: è cresciuta ulteriormente aumentando le tue conoscenze?

Sì e no. nel senso che il rispetto e il fascino per i valori, gli ideali, la cultura e le tradizioni europee è cresciuto. No nel senso che io continuo a non essere religioso: non sono abbastanza stupido e ignorante per esserlo.

Ti è stato d'aiuto il dover affrontare la vita quotidiana? Sembra che la "contemplazione forzata" data dal trovarsi in prigione renda alcune persone più spirituali (sebbene sfortunatamente si aggrappino di più alla Bibbia o al Corano), dunque mi chiedevo se esiste un collegamento...

Beh, mi dispiace deluderti, ma il tuo paragone è abbastanza fuori luogo. Studiare le tradizioni e le lingue antiche, l'archeologia e i miti, e mettere a confronto i diversi miti europei è molto diverso rispetto a leggere la Bibbia o il Corano per tornaconto personale a breve termine. Io ho studiato quelle materie prima di tutto e soprattutto perché volevo assicurarmi che la nostra eredità culturale sopravvivesse nel mare di menzogne ebraiche in cui oggi lentamente noi tutti affoghiamo. Volevo mostrare che tutte le tradizioni "cristiane" sono in effetti tradizioni pagane cristianizzate. E lo sono poiché anche gli europei "cristiani" rifiutarono di smettere di celebrare le loro alte festività. La nostra cultura è sopravvissuta come parte del cristianesimo. Questo è anche ciò che dimostro in "Sorcery And Religion In Ancient Scandinavia".

Hai scritto il libro in parte come una risposta ai libri che erano già stati scritti sull'argomento, ma in un certo qual modo esso sembra pervenire a differenti conclusioni. Puoi fornire alcuni esempi di come, a tuo parere, le affermazioni di archeologi ed etnologi siano spudoratamente errate, e di quale sia invece l'interpretazione corretta?

Il libro è pieno di esempi, ma credo che tu debba conoscere le "verità consolidate" per sapere quando le smaschero come menzogne. La maggior parte di ciò su cui scrivo non viene nemmeno citata dagli altri autori, perché loro - perdonami l'arroganza - da punto di vista mitologico non hanno capito nulla. Alcuni esempi:
  • Io fornisco prove a supporto dell'ipotesi di Sir James Frazer riguardo l'origine del concepimento degli spiriti e dell'evoluzione della magìa in religione. Le sue ipotesi sono state screditate da quasi tutti gli accademici in tempi moderni, ma io provo che sono tuttora molto valide.
  • Io svelo il vero significato del mito della morte di Baldr, in contrasto con la versione generalmente accettata.
  • Io spiego la vera ragione dei giochi olimpici e delle altre tre grandi competizioni greche dell'antichità (una all'anno, in cicli di quattro anni).
  • I ricercatori norvegesi dell'UIO (Univeristetet i Oslo) hanno scoperto che Skaði era in verità una divinità maschile, ma hanno fallito nel comprendere questo fatto e nello scoprire la logica grafia della versione proto-nordica del suo nome, non comprendendone le implicazioni. Io faccio questo nel mio libro.
  • Io fornisco una spiegazione molto ragionevole dell'origine del mito di re Artù, re dei Britanni, il quale deve estrarre la spada da una roccia per poter divenire re.
  • Io svelo l'origine del mito del Santo Graal e provo che non si tratta di un mito cristiano, ma pagano.
  • Io spiego perché la fiabe hanno un eroe maschile e perché le figlie dei re ereditavano metà del regno quando l'eroe sconfiggeva il "troll" oppure il "dragone".
  • Io utilizzo le incisioni nelle rocce che ritraggono una donna ritrovate a Bohuslän, in Svezia, per ricostruire l'antico calendario scandinavo, e riesco a spiegare tutto ciò in un contesto mitico.
  • Io fornisco una spiegazione di tutte le alte festività che ancòra oggi la maggior parte di noi celebra credendo che siano cristiane. Sono tutte pagane e io ne fornisco le prove.
  • "Santa Claus" non deriva da un santo turco, ma nemmeno da Þorr o da Oðinn (come molti accademici affermano). Deriva dall'immagine di un'altra divinità scandinava, Heimdallr.
  • Io fornisco prove ragionevoli del perché i richiami di bronzo dell'antica Scandinavia potevano essere smantellati e del perché venissero seppelliti.
  • Io prendo il mito dell'eterno ritorno di Sir James Frazer e mostro che è vero mettendo ogni cosa - miti, incisioni nelle rocce, rune, fiabe e antiche canzoni - nel suo proprio contesto. Le sue ipotesi sono state screditate da quasi tutti gli accademici in tempi moderni, poiché lui aveva scoperto solo uno "scheletro", per così dire, ma io ho messo carne e pelle su quello scheletro.
  • Io collego ogni simbolo runico a una divinità e svelo un significato più profondo delle rune, e le utilizzo per spiegare il messaggio esoterico del "Völuspá".


Ora, questi sono solo alcuni esempi, ma credo che bastino per dar prova del mio punto di vista.

Sei dell'opinione che alcuni aspetti di queste antiche culture pagane siano stati messi da parte nella letteratura, poiché non coincidono con i dogmi giudeo-cristiani? Ad esempio in queste antiche culture, che siano germaniche o celtiche, le donne hanno gli stessi diritti degli uomini e sembrano anche ricoprire una posizione più elevata nella società rispetto a quella che è stata loro riservata da quando il monoteismo patriarcale ha invaso l'Europa. Non si legge mai nei libri che le regine avevano una posizione di superiorità fino a quando non fossero state "logore", allora avrebbero sposato un altro re, se il nuovo arrivato si fosse dimostrato più forte e in gamba...

Beh, credo che alla maggior parte delle donne oggi sia stato fatto troppo il lavaggio del cervello dalla propaganda femminista ebraica.

Le donne non avevano uguali diritti per gli uomini, e gli uomini non avevano uguali diritti per le donne. Uomini e donne sono diversi, e i nostri antenati (a differenza di noi) erano abbastanza saggi da apprezzarlo.

Il monoteismo patriarcale non ha invaso l'Europa. L'Europa divenne patriarcale quando i nostri progenitori compresero che le donne rimangono incinte in seguito al rapporto sessuale, e non perché la pioggia è caduta su di loro, il Sole le ha riscaldate o perché hanno toccato piante fertili in natura che hanno trasferito loro la fertilità. A partire da quel momento gli uomini ereditarono i loro titoli dai padri, e non più le figlie dalle madri.

Ai tempi del matriarcato la regina veniva eletta per la sua bellezza, e gli uomini competevano per conquistare il diritto di sposarla e divenire così sovrani e governatori del regno. Entrambi dovevano poi vincere la competizione dell'anno seguente per poter mantenere i loro titoli. Alla fine, la regina avrebbe perso la sua bellezza e il re la sua forza (per via dell'età), allora sarebbero stati rimpiazzati da una regina più bella e da un re più forte e saggio.

Se avessi letto il mio libro sapresti già tutto questo. È spiegato esaurientemente lì.

Il monoteismo non invase affatto l'Europa. Si diffuse per mezzo dell'inganno, del tradimento, del terrore e delle menzogne nell'arco di millequattrocento anni (quando alla fine tutta l'Europa, anche la Lituania, è stata ufficialmente cristianizzata). Per allora i più grandi popoli d'Europa stavano già vivendo il rinascimento degli ideali e delle idee europee/pagane.

I primi capitoli sono di gran lunga i più interessanti del libro. Il capitolo che riguarda il "Völuspá" occupa quasi metà del libro, ma non fornisce poi chissà che nuove intuizioni, a parte la tua personale "traduzione". Quando prendo in considerazione questa combinazione insieme al fatto che il libro ha molte illustrazioni, sembra come se non rimanesse poi molto da leggere. Non è un po' poco, considerando che le persone spendono dodici sterline per la versione paperback e venti sterline per la versione con copertina rigida? Io personalmente sono rimasto un po' deluso e non avrei speso una tale somma.

Beh, i miei libri sono come specchi. In essi vedi la tua immagine. Se sai già abbastanza, potrai apprezzarne il contenuto. Se sei ignorante, allora non imparerai nulla.

Questo libro non è per novizi, ma per coloro che siano in grado di apprezzarne il contenuto. Ho anche scritto nell'introduzione di aspettarmi che il lettore conosca già la mitologia scandinava prima di iniziare la lettura.

Il libro è breve poiché io scrivo sempre tenendo a mente il multa paucis (il dire molte cose con poche parole) e poiché lascio perdere ciò che è ovvio, ad esempio non mi preoccupo di dire che "Santa Claus" deriva da Heimdallr. Risulta ovvio leggendo il libro.

Se non sei in grado di apprezzare i contenuti di questo libro, ti consiglio di venderlo a qualcuno che ne sia capace. Se lo vendi per sei sterline avrai speso solo sei sterline per perdere tempo con il mio libro.

Come se non bastasse, tu sembri aver scritto pagine più interessanti (e talvolta più controverse) sul tuo sito web, pagine portatrici di un messaggio più forte. Non hai mai pensato di raccogliere quegli articoli in un libro? Progetti di scrivere altri libri in futuro?

Gli articoli pubblicati su www.burzum.org sono già stati pubblicati in forma di volume, in Russia e in lingua russa, col titolo "Vargsmål II".

Autori: Maarten Van Leest e Morbid Geert (© 2012 "Rock Tribune" rivista, Belgio)
Traduzione di Lupo Barbéro Belli



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