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Intervista a Varg Vikernes
"Pro-Rock" rivista (#90, Aprile 2012)
Naiden Kolchev e Anton Andonov

Pro-Rock copertina rivista (2012)

Buongiorno Varg! Innanzitutto, congratulazioni per "Umskiptar"! A partire da "Belus" è diventata una tradizione per te rilasciare un album ogni primavera. Vi è un qualche simbolismo in tutto ciò? Voglio dire, la primavera è la stagione in cui la natura rinnova se stessa e risorge dopo il lungo ristagno invernale...

La primavera è la stagione in cui la natura fa ritorno al nostro mondo, sì, ma sebbene io apprezzi il simbolismo non ho pianificato nulla in questo senso. È stato così per "Belus", ma gli altri album sono semplicemente usciti un anno dopo il precedente - principalmente perché i distributori preferiscono rilasciare un solo album all'anno.

Come conservi il tuo entusiasmo e la tua vitalità di musicista? La natura e il lontano passato costituiscono la tua fonte di ispirazione principale?

L'immagine romantica del mondo antico è una grande fonte d'ispirazione, così come la natura in sé, ma credo che l'insoddisfazione nei confronti del nostro attuale mondo sia la principale forza che mi spinge ad andare avanti.

Ho letto che consideri il tuo ultimo album ["Umskiptar", n.d.T.] un "ritorno alle radici", ma personalmente lo trovo più vicino a "Belus" e a "Fallen", più atmosferico e profondo rispetto ai tuoi primi dischi. Che cosa lega "Umskiptar" a "Det Som Engang Var"/"Hvis Lyset Tar Oss", ad esempio?

Beh, dipende da quelle che credi siano le radici di Burzum. Con "Umskiptar" tento di ritornare alle mie radici musicali, e alle radici dell'atmosfera che cerco di creare per mezzo di questo disco, alla musica tradizionale e alla musica classica.

Il tuo stile di cantato continua a cambiare e, accanto ai sussurri e al caldo cantato pulito, in canzoni come "Galgviðr" le linee vocali mi ricordano il folklore nordico. Mi sbaglio? Tali tradizioni rappresentano una fonte d'ispirazione per la musica di Burzum? E le parti vocali hanno la stessa importanza di quelle strumentali?

In "Umskiptar" il cantato è più importante per due ragioni. Innanzitutto perché i testi occupano uno spazio quantitativamente superiore, essendo composti dall'intero poema del "Völuspá"; dunque, c'è più cantato. In secondo luogo, e questo è ancora più importante, per via del linguaggio stesso: il "Völuspá" è scritto in norvegese antico, una lingua molto poetica, bella e potente paragonata al norvegese moderno. Questo aspetto ha elevato l'intera produzione, per così dire, trasformandola...

Come ho detto, desideravo ritornare alle mie radici e, diversamente dal resto della musica metal, la mia musica non ha le sue radici nel blues e nel jazz, bensì nella musica tradizionale e nella musica classica.

Quanta della tua nuova musica è registrata con strumenti analogici, e quali parti sono campionate? Pensi che i computer possano distruggere il "fascino" o l'"aura" di una registrazione, come dicono alcuni?

Tutto è stato registrato utilizzando strumenti analogici. Anche l'introduzione e la conclusione.

Beh, penso che i computer possano distruggere un album, ma non necessariamente. Esiste musica campionata che è molto atmosferica. Non credo che la cosa importante, nel fare musica, sia il metodo utilizzato, ma, per così dire, lo spirito che ci si mette.

L'artwork di "Umskiptar" è una rappresentazione della notte, giusto? La copertina mi ricorda quella di "Fallen", per la quale allo stesso modo hai utilizzato un dipinto risalente all'arte del Romanticismo. Che cosa ti attrae di questo periodo dell'arte europea?

L'arte romantica è bella, i suoi soggetti sono spesso pagani e i suoi ideali sono positivi ed europei.

Al giorno d'oggi sempre meno persone acquistano fisicamente gli album musicali - la maggior parte preferisce scaricare la loro versione digitale o magari "rubarla". Come si comportano i tuoi fan? Sei soddisfatto della situazione dell'industria musicale - non poter "toccare con mano" l'album e così via? È possibile vivere attraverso la musica underground?

Penso che i fan della musica metal siano più leali degli altri, e spesso tendono a collezionare gli album delle loro band preferite. Le vendite sono crollate anche nel metal, ma non come in altri generi musicali.

Probabilmente è impossibile vivere attraverso la musica underground, a meno che non suoni dal vivo per la maggior parte del tempo.

L'anno scorso hai rilasciato "From the Depths of Darkness", un album che contiene nuove registrazioni di vecchie canzoni. Sorprendentemente, molte delle recensioni che ho letto erano piuttosto negative - la maggior parte delle critiche riguardavano l'aver "spezzato l'incantesimo dei vecchi dischi". Che cosa ne pensi? Come hai deciso di registrare nuovamente quelle canzoni?

Ah, beh, la maggior parte delle recensioni negative lo erano perché volevano esserlo. Come ho detto: i fan della musica metal sono molto leali, ma spesso (non sempre!) hanno anche una mentalità chiusa e rifiutano di accettare i cambiamenti.

Ora, io non ho fatto quel disco per coloro che, nella scena, hanno una mentalità chiusa, ma per coloro che - come me - pensano che il cantato e la produzione sui vecchi album renda difficile l'ascolto della musica del Burzum degli inizi. Avendo ri-registrato quelle canzoni, finalmente, posso ascoltare e godermi nuovamente quella musica.

Ti consideri più un filosofo o un musicista, poiché la musica è il tuo modo di esprimere i tuoi punti di vista sul mondo?

Io mi considero un bardo, un musicista che canta di tematiche pagane per assicurarsi che tali tematiche non vadano perdute per sempre - annegate in un mare di menzogne e di informazioni senza senso. Non sono un filosofo, semplicemente sono frustrato dagli sviluppi del mondo in cui viviamo - e troppo stupido per tenere la bocca chiusa quando vedo un'ingiustizia.

Come descriveresti il tuo "target" (perdonami l'espressione) - le persone che potrebbero ascoltare i tuoi album recenti? Cerchi fan "pensanti" e curiosi? Ed è possibile trovarli tra coloro che al giorno d'oggi seguono il black metal?

Il mio "target" è, probabilmente, chiunque sia in grado di apprezzare la mia musica, le immagini proposte e i testi. Io non cerco di catalizzare un determinato gruppo con i miei album. Semplicemente, registro musica che mi piace e la pubblico - e coloro a cui capita che piaccia possono acquistarla e godersela come meglio credono. Forse il mio "target" è rappresentato da individui come me, che pensano alla musica come a un portale che conduce a un altro mondo - fatto di sogni romantici e mondi perduti.

La Byelobog Productions è dedicata alla tua nuova musica e alla sua promozione. È possibile che altre band firmino per questa etichetta?

No, non che io sappia.

Negli ultimi due decenni tu sei stato una figura pubblica in Norvegia e nel mondo del "metal". Spesso dai l'impressione di una persona che vuole essere lasciata in solitudine. Non ti esaurisce questo, specialmente quando le persone tendono a concentrarsi sul tuo passato? Hai mai avuto problemi con degli ammiratori fanatici in Norvegia, che magari potevano riconoscerti da qualche parte?

No, non ho mai avuto problemi con ammiratori fanatici. O, perlomeno, non descriverei le cose in questo modo. Io spiego educatamente agli ammiratori che si presentano alla mia porta che sono troppo invadenti e che devono lasciare la mia proprietà. Devono rispettare la mia privacy. Spesso, comunque, questo non accade. In ogni caso, difficilmente mi muovo tra persone che potrebbero riconoscermi, così questo non è veramente un problema nella mia vita quotidiana.

Mi piacerebbe essere invisibile e sconosciuto, ma cerco di vivere attraverso la musica e questo è il prezzo da pagare.

So che è una delle domande più irritanti, ma devo chiedertelo. Ti capita di comunicare in qualche modo con alcuni dei tuoi colleghi degli anni '90? O, magari, ti capita di ascoltare del black metal di tanto in tanto?

No e no. (Lo so che è una delle risposte più irritanti, ma devo risponderti in questo modo). :-)

Parlando di questo, veramente i The Cure oggi sono una delle tue band preferite, dal momento che li citi in alcune delle tue interviste?

Ah, me ne ero dimenticato completamente. In effetti, attualmente è molto difficile che ascolti musica, a parte quella a cui lavoro, poiché ho venduto l'auto su cui avevo lo stereo, e ora ho tutti i miei CD nella (nuova) auto, ma non c'è lo stereo... E non ho voglia di spendere soldi per mettere l'impianto stereo sull'auto...

Durante la nostra ultima intervista hai descritto la tua passione per le armature e le armi medievali come un tentativo romantico di riportare in vita un'"età dell'oro che non è mai esistita e mai esisterà". Possiedi una collezione di questi oggetti, come mostrano le tue ultime foto promozionali? Vi è un'arma che ha un particolare valore per te, chiaramente dal punto di vista affettivo?

Beh, mi piace il "seax"/"sax", un lungo coltello, ovvero una spada corta, che veniva utilizzata in Scandinavia durante l'antichità classica e fino all'età vichinga. In un certo senso rappresenta lo spirito dell'antica Scandinavia. Sì, ho una piccola collezione di armi classiche e medievali. Spade. Arpioni. Archi. Balestre. Armature. Elmetti.

Sei famoso per le tue salde opinioni riguardo argomenti politici, religiosi o sociali. L'anno scorso hai pubblicato un articolo, criticando l'omicida Anders Breivik. Pensi che tragedie come quella possano accadere a causa di incomprensioni politico-religiose e problemi mentali, o che azioni del genere siano manovrate dall'alto, da figure e gruppi politico-religiosi anonimi?

Tragedie del genere, con ogni probabilità, si verificano poiché i politici distruggono i loro stessi paesi, per ottenere un tornaconto personale, e presto o tardi le persone si rivolteranno. Prima nella forma di singoli individui folli (ma non malati di mente) come Anders Breivik, e poi nella forma di sempre più individui come lui, finché i politici non penderanno tutti dai lampioni nelle strade. Alcuni attacchi sono manovrati dall'alto, altri no. Il futuro non sembra essere luminoso.

Tragedie come quella che hai citato, potrei aggiungere, non sono nulla se paragonate a quelle causate dai politici e dal lavoro che essi svolgono ogni singolo giorno.

A quanto ne so, tu sei molto interessato alla cultura slava. Anche la maggior parte di noi bulgari è di etnia slava, così ho sempre voluto chiederti che cosa senti più vicino a te di questa antica cultura. Consideri il paganesimo europeo universale a prescindere dal gruppo etnolinguistico?

Il paganesimo europeo è europeo, patrimonio comune di tutti coloro che siano di etnia europea. Questa è la nostra natura, il nostro sangue, e non potremmo rifuggirlo nemmeno se lo volessimo. Esso è quanto vi è di più vicino a noi.

Recentemente hai pubblicato il tuo ultimo libro, "Sorcery And Religion In Ancient Scandinavia" (Stregoneria e religione nell'antica Scandinavia). A tuo parere, che impatto hanno quei tempi antichi sull'Europa contemporanea?

I tempi antichi sono il fondamento su cui costruiamo ogni cosa al giorno d'oggi e hanno un impatto enorme. Tutta la nostra arte, le nostre festività religiose (anche quelle "cristiane") e il nostro spirito sono basati su tale fondamento - e questo è il motivo per cui i nostri nemici ci odiano: siamo ancora europei.

In alcune delle tue interviste hai parlato di Madre Terra e del nostro rapporto con essa. Che cosa ne pensi del gaianismo come filosofia di vita? Condividi l'idea che dobbiamo mettere fine alla nostra attitudine antropocentrica verso il mondo per poter salvare la nostra civiltà?

Beh, prima di tutto io non penso che dovremmo in alcun modo salvare la nostra "civiltà", dunque vedo le cose da una prospettiva differente. Io non sono nemmeno convinto che questa Gaia sia il nostro "mondo". Tutte le mitologie suggeriscono che, in effetti, noi proveniamo dal "cielo", dunque da qualche altro pianeta dell'universo.

In ogni caso, il gaianismo è solo un altro modo tramite cui i nemici dell'Europa promuovono l'internazionalismo, così da poterci sconfiggere e rendere schiavi più facilmente. Noi dovremmo abbracciare la diversità piuttosto che cercare di rendere tutti uguali sotto ogni aspetto. Non lo siamo, ed è una buona cosa che sia così.

Fino a un certo punto sono d'accordo che dobbiamo mettere fine alla nostra attitudine antropocentrica verso il mondo, ma... siamo sempre esseri umani (almeno in una certa misura), dunque possiamo relazionarci al mondo solo da una prospettiva umana.

Come padre e come persona che ha visto molte cose durante la sua vita, pensi che i genitori dovrebbero allevare i loro figli, proteggerli da tutta la crudeltà del mondo, oppure che solamente la vita stessa possa dar loro le migliori lezioni?

Dobbiamo proteggere i nostri figli da alcuni pericoli ed esporli ad altri. Io lascio che i miei figli si arrampichino e cadano, che corrano e inciampino, e talvolta in questo modo si feriscono; questo va bene, ma non correrei mai il rischio di vedere i miei figli molestati da qualche insegnante pedofilo nelle scuole o altrove. La vita, oggi, è molto innaturale e distruttiva, sotto molti aspetti, e non è una vita alla quale desidero che i miei figli si adattino. Preferirei distruggere questo mondo e costruirne uno nuovo per loro. Per fortuna, questo mondo è così malato da essere in punto di morte, sta crollando, e presto sarà morto.

Se non ti dispiace, vorrei farti due domande molto comuni per le colonne della nostra rivista:

1) Ti piacciono i concept-album e, se sì, qual è il tuo preferito?

Probabilmente "Within the Realm of a Dying Sun" dei Dead Can Dance.

2) Che cosa ne pensi dei seguenti album: "The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars" di David Bowie e "In the Nightside Eclipse" degli Emperor?

Non ricordo di aver mai ascoltato per intero il disco di David Bowie che hai citato, e sono sicuro di non aver mai ascoltato nulla dell'album degli Emperor: gli Emperor sono una band composta da informatori della polizia, individui che hanno tradito i loro amici sputtanandoli con le forze dell'ordine, dunque non ascolterò mai nessun loro album.

Grazie molte per l'intervista e per la pazienza!

Grazie a te per l'interesse!

Autore: Naiden Kolchev e Anton Andonov (© 2012 "Pro-Rock" rivista, Bulgaria)
Traduzione di Lupo Barbéro Belli



Pro-Rock rivista (2012)

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